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Il territorio comunale porrettano, avente una estensione di km.q. 33,93 ed una escursione altimetrica di m. 1230, dista ca. km. 60 da Bologna e ca. 30 da Pistoia. Lungo il corso fluviale del Reno, la strada porrettana e la ferrovia omonima, colleganti la Toscana e l’Emilia Romagna nell’Appennino centrale settentrionale, fecero sì che anche i militari tedeschi nel settembre del 1943 scegliessero questo territorio come punto strategico e tattico di passaggio, soprattutto notturno, tra il nord ed il sud dell’Italia e viceversa, non solo per le truppe, ma anche quale base stanziale e di trasferimento della Wehrmacht, della Todt, della Speer, della Feldgendarmerie, delle SS. Altro dato importante per i tedeschi fu la presenza a km. 3 da Porretta Terme di due strade carrozzabili che si potevano scegliere, sia per scendere a Pistoia sia per raggiungere e controllare l’Appennino centrale interno (La Lima - San Marcello Pistoiese – Pontepetri - Pracchia come pure Mammiano – Piteglio – Prataccio – Prunetta o sorgenti del Reno – Le Piastre), utilizzando molteplici strade come vie d’avanzamento o di fuga verso il passo dell’Abetone e il modenese, verso Bagni di Lucca, verso Pistoia e verso Porretta – Bologna. Ai militari nazisti fu comodo sfruttare Porretta Terme anche a motivo della sua dotazione alberghiera e della conformazione geografica, che ritennero permettesse un certo riparo dai bombardamenti aerei. Invece gli angloamericani infierirono coi bombardamenti aerei sulla ferrovia, sulla strada porrettana e su altri siti, seguendo la serpentina delle ripide valli appenniniche o planando negli slarghi intervallivi. Persero la vita molti civili e i danni alle case, agli alberghi, alle industrie, alle chiese, alle strade, ai ponti, alle gallerie furono ingenti.
Da parte delle formazioni partigiane di questi luoghi si ebbero azioni congiunte toscane ed emiliane, a motivo dei confini, come pure azioni di soccorso in difesa della Repubblica modenese di Montefiorino (17 giugno – 1 agosto 1944), attaccata da ingenti unità nazifasciste. I partigiani si adoperarono anche per infliggere alle unità nazifascite stanziali e di passaggio tra l’Emilia e la Toscana atti di sabotaggio stradale e ferroviario, attacchi armati, assalti alle caserme per rifornimento d’armi, taglio dei fili telefonici e telegrafici, come da ordini italo-alleati ricevuti, ed in attesa dell’arrivo degli angloamericani, i quali entrarono in contatto diretto coi partigiani mediante staffette ed emissari e paracadutando viveri ed armamenti. Porretta Terme cittadina termale sfollata e bombardata, fu liberata prima dell’arrivo degli americani – come successe in moltissini centri emiliani - il 29 settembre 1944 a partire dalle sue frazioni di Castelluccio e di Capugnano, dato che il capoluogo era deserto. Ciò avvenne mediante l’azione congiunta dei partigiani locali e di quelli modenesi del gen. Armando, giunti in parte a Castelluccio, dopo essersi liberati dall’accerchiamento tedesco a Montefiorino. Tuttavia la montagna porrettana dell’Alto Reno fu martoriata da una tragica scia di sangue per le stragi perpetrate anche qui da fascisti e da nazisti insieme: - 4 luglio 1944: Biagioni (Comune di Granaglione), 9 vittime; - 12 agosto 1944: Castelluccio (Comune di Porretta Terme), 5 vittime; - 27 settembre 1944: Ca’ Berna (Comune di Lizzano in Belvedere), 29 vittime; - 29 settembre 1944: Ronchidoso (Comune di Gaggio Montano), 69 vittime; - 30 settembre 1944: in un boschetto di Famaticcia di Savignano sottostante Palazzina (Comune di Grizzana Morandi), nel versante di destra del fiume Reno e quasi antistante Molinaccio di sotto posto invece sul versante di sinistra del Reno dove avvenne un altro eccidio; 8 vittime, a cui deve aggiungersi, come 9ª vittima di quel giorno, il medico condotto Enea Macentelli, che fu preso dopo essere andato a visitare una persona malata in quell’area; - 2 ottobre 1944: nell’immediato sottostrada della Porrettana a Molinaccio di sotto (Comune di Gaggio Montano); 17 vittime, di cui 3 residenti in Toscana e 14 in Provincia di Bologna (di cui 4 a Porretta), rastrellate lungo il rettilineo di Silla fino al ponte di Silla e lungo la porrettana dal Collegio Albergati (Porretta Terme) per la Pucciga (Casa Fontana, Ferriera, ecc.) fino al ponte di Silla e da qui fino a Molinaccio. (P.A. Ciucci) Ciucci, Pier Angelo “Le popolazioni dell’Alto Reno sulla linea gotica bolognese-pistoiese nell’occhio del ciclone nazifascista”, Convegno interregionale, Palazzo Re Enzo, Bologna 22-24 marzo 1990.
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