Porretta č un'oasi di benessere dell'Appennino Bolognese,
al confine fra Emilia e Toscana.
La storia, le tradizioni e la millenaria cultura termale ne fanno
una meta ideale per chi desidera godere dei molteplici aspetti della
natura e un ottimo punto di partenza per suggestivi itinerari tra
laghi e montagne, per lunghe passeggiate tra piccoli borghi e per
bellissime escursioni nel verde.
Venite a scoprire Porretta Terme!
Il suo territorio, le sue attivitą economiche, i suoi eventi culturali,
le sue proposte per il divertimento...
I luoghi dei Longobardi
Porretta - Gaggio Montano
- Santuario di Ronchidoso
Gaggio Montano (573 m.s.l.m.)

Ha origini remote, ne sono la prova i ritrovamenti di tombe villanoviane
ai Lagoni e di un'urna cineraria contenente quattro monete romane,
a Masonte. Di Gaggio si parla per la prima volta ufficialmente nel
diploma del Re longobardo Astolfo, nel 753 d.C., nel quale Gaggio
viene citato come 'Gaium Reginae' in onore della regina Geltrude,
moglie di Astolfo.
Nel XIII secolo Gaggio è sotto l'influenza del Comune di Bologna.
Esistevano all'epoca due castelli di cui adesso non rimane traccia;
quello di Castel Leone (Monte Castello) e quello costruito sul Sasso
di Rocca il Sasso attualmente è sovrastato da un faro che
ha sostituito la più antica torre dell'orologio.
Da vedere in paese la Chiesa dei Santi Michele e Nazario, di
fine '800, che accoglie diverse opere d'arte che vanno dal '500 al
'700. Il Faro della Vittoria domina il paese; eretto nel 1952
ricorda i Caduti della Montagna.
Santuario di Ronchidoso
Appena oltrepassato l'abitato di Gaggio Montano con una deviazione
a destra si raggiunge il Santuario di Ronchidoso detto anche della
Madonna degli Emigranti. L'edificio si trova a 1000 m.s.l.m.,
da qui si gode di uno splendido panorama: da una parte la valle Reno
e dall'altra quella suggestiva del Panaro nel modenese. La costruzione
del Santuario ebbe inizio nel 1902 e fu completata nel 1907. Durante
l'ultima guerra subì gravi danni ora riparati. Poco distante
è stata eretta un'edicola votiva a ricordo delle 57 vittime
delle rappresaglie tedesche trucidate nel 1944 in queste zone.