Porretta č un'oasi di benessere dell'Appennino Bolognese,
al confine fra Emilia e Toscana.
La storia, le tradizioni e la millenaria cultura termale ne fanno
una meta ideale per chi desidera godere dei molteplici aspetti della
natura e un ottimo punto di partenza per suggestivi itinerari tra
laghi e montagne, per lunghe passeggiate tra piccoli borghi e per
bellissime escursioni nel verde.
Venite a scoprire Porretta Terme!
Il suo territorio, le sue attivitą economiche, i suoi eventi culturali,
le sue proposte per il divertimento...
Sulla via degli Etruschi
Porretta Terme - Marzabotto
- Panico - Sasso Marconi
Marzabotto
La zona archeologica di Pian di Misano si trova a monte del
paese; gli scavi hanno rivelato che l'antica città etrusca
(VI secolo a.C.) aveva fonderie ed officine ceramiche ed era molto
attiva nell'industria dei laterizi. L'impianto della città
era ortogonale con una rete di canalette di scolo, ed i suoi edifici
erano decorati con terrecotte dipinte.
I reperti sono conservati nel Museo Archeologico Pompeo Aria,
bell'edificio del 1600 nel cui parco è possibile visitare anche
gli scavi, con la città, le necropoli ed i monumenti dell'acropoli.
Nella zona sono emersi ritrovamenti anche di epoca villanoviana e
del Neolitico. Per orari ed informazioni rivolgersi al Museo tel.
051/932353
Il paese di Marzabotto è tragicamente noto per l'atroce strage
di 1.830 persone, uccise dai nazisti durante la II Guerra Mondiale.
Nel 1959 si inaugurò in paese il Sacrario dei Caduti.
Il territorio di Marzabotto rientra all'interno del Parco Storico
di Montesole (vedi scheda Parco di Monte Sole).
In direzione Sasso Marconi, dalla SS 64 una breve deviazione conduce
a Panico. l'antica roccaforte dei turbolenti Conti di Panico,
titolari del più potente feudo dell'Appennino Bolognese, che
diedero molto filo da torcere a Bologna. Dell'antica potenza di tale
contea resta oggi la pieve romanica di San Lorenzo, una preziosa
basilica monoabsidale a tre navate, costruita in conci di arenaria
ad opus quadratum (in contrasto con il laterizio del romanico di pianura);
l'edificio è certamente opera di maestranze comacine, che hanno
lasciato la loro "firma" in un tipico emblema visibile nell'abside.
Sasso Marconi
Il toponimo deriva dall'imponente rupe (detta Sasso di Glossina) che
si erge a sud del capoluogo di fronte alla confluenza del Setta nel
Reno, e che anticamente racchiudeva un oratorio-grotta abbandonato
in seguito ad una frana nel 1787.
Il paese un tempo si chiamava Sasso Bolognese: il nuovo nome risale
al 1937, in onore di Guglielmo Marconi, lo scienziato inventore
della telegrafia senza fili che vi abitò.
Pochi chilometri dopo Sasso, sempre sulla Porrettana, si incontra
Pontecchio, dove è d'obbligo una sosta a Villa Grifone,
luogo in cui Guglielmo Marconi svolse le sue ricerche e dove adesso
riposa all'interno del solenne mausoleo.
Per informazioni e visite alla Villa telefonare alla Fondazione
Marconi: tel. 051/ 846121-846222.
Sempre a Pontecchio si trova il quattrocentesco Palazzo dei Rossi:
la più bella fra tutte le ville del bolognese, che ospitò
Papa Giulio II nel 1506, Paolo III nel 1541 ed il Tasso nel 1587.
Il monumento è stato restaurato dal Rubbiani nel 1909.