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Il CENTRO STORICO
La parte più antica di Porretta è quella
disposta parallelamente al corso del Rio Maggiore, che risulta l'elemento
urbanisticamente più rilevante nella formazione dell'antico
nucleo porrettano. L'espansione dell'abitato lungo l'asse fluviale
del Reno iniziò nella seconda metà del secolo scorso,
dopo l'apertura della strada provinciale porrettana. 
Fra i primi interventi in tal senso troviamo l'Ospedale Costa, che
ha mantenuto inalterata nel tempo l'originaria ubicazione, il Convento
dei Cappuccini e la parte iniziale di Via Mazzini.
Fanno invece parte della zona più antica del paese le caratteristiche
Via Falcone, Via Ranuzzi (con il bel voltone del Crocefisso) e Via
Terme, che hanno mantenuto quasi integralmente il loro aspetto di
un tempo. Una curiosità: il nome Via del Falcone è l'unico
termine toponomastico pervenutoci per testimoniare l'esistenza, fin
dal'500, di osterie con insegne esterne in ferro battuto rappresentanti
un animale, o in altri casi una nave ed altri simboli.
Via Matteotti, che oggi si affaccia sul Rio Maggiore, prima della
II Guerra Mondiale era costeggiata da case su entrambi i lati; gli
edifici della parte che da sul fiume vennero abbattuti con lo scopo
di creare una via di più facile accesso alle Terme Alte.
Questa è la zona di Porretta che ha subito i più vistosi
rimaneggiamenti. L'ingresso al ponte che adesso collega Via Matteotti
a Via Terme , detto "ponte dei sospiri" , era costituito
da un voltone su cui era situato l'orologio comunale; il voltone fu
distrutto nel periodo fra le due guerre per far posto all'edificio
detto "Casa del Fascio", e l'orologio venne trasferito sul
campanile della chiesa parrocchiale. Elemento tipico di quete strette
vie era il "ballatoio", che passava sopra la strada collegando
gli edifici ai due lati; tale tipo di manufatto rappresenta il diretto
antecedente del vero e proprio voltone in muratura spesso costruito
per reperire nuovi spazi abitativi in un contesto urbanisticamente
ristretto. Nell'Ottocento il paese presentava moltissime strutture
di questo tipo, oggi purtroppo quasi completamente scomparse. La piazzetta
delle Terme Alte, fra gli stabilimenti del Leone-Bovi, delle Donzelle
e del Marte, in passato, durante la stagione estiva, rappresentava
il più importante luogo d'incontro della numerosa colonia villeggiante
di coloro che, come si diceva venivano a "passare le acque"
a Porretta. Gli edifici che costituiscono le cosiddette Terme Alte
hanno subito varie ristrutturazioni nel corso dei secoli: l'aspetto
odierno è pressappoco quello che presentavano alla fine dell'Ottocento.
Era stato il Conte Girolamo II nella seconda metà del
Settecento a promuovere un primo rinnovamento edilizio degli stabilimenti
termali per rilanciare le sorgenti porrettane a livello italiano ed
anche internazionale. Il vero rinnovamento si ebbe nella prima metà
dell'Ottocento quando la Provincia di Bologna, nuova proprietaria,
promosse la costruzione di vari nuovi stabilimenti (Porretta Vecchia,
Puzzola e Donzelle, quest'ultimo innalzato nel 1826 nel luogo dove
in precedenza sorgeva l'antico mulino del Comune di Capugnano) ed
il restauro di altri già esistenti, come il Marte ed il Leone-Bovi.
Dove
oggi c'è la chiusa del laghetto, esisteva una semplice cascata,
che alimentava il Mulino Zauli, definito anche Mulino Nuovo, perché
prese funzionalmente il posto del già citato Mulino di Capugnano
(o Mulino Ranuzzi). L'odierna Piazza della Libertà rappresenta
e ancor meglio rappresentava nel secolo scorso il cuore pulsante del
centro porrettano. Il suo nome più antico fu Piazza degli Arrighi,
definizione che riecheggia gli arenghi di comunale e medioevale memoria,
fu il centro della vita sociale, economica e politica della contea
fondata da Niccolò V nel 1447 e si chiamò poi Maggiore
fino all'Unità d'Italia. Fu successivamente intitolata a re
Vittorio Emanuele II e nel secondo dopoguerra, caduta la monarchia,
fu definitivamente chiamata Piazza della Libertà.
Sul
suo selciato in pietra nell'Ottocento prosperavano i maggiori esercizi
commerciali, come il famoso ed elegante Caffè del Commercio,
la cassa di Risparmio di Porretta non ancora unita a quella di Bologna...
Al posto dell'edificio che oggi è il Municipio, realizzato
verso il 1930, esisteva il Piccolo Teatro edificato nel 1771-72 ed
acquistato dalla Provincia di Bologna nel 1820. Nel 1861 fu riacquistato
dal Comune di Porretta che continuò a farlo funzionare fino
a quando nel 1910 fu costruito il Teatro Kursaal in Via Mazzini, sede
oggi dell'omonimo cinema.
Piazza della Libertà verso la parte alta era chiusa dal voltone
del Ponte dei Sospiri, non più esistente; da qui, attraverso
una serie di stretti vicoli si potevano raggiungere le Terme, oppure,
salendo la rampata, la Chiesa Parrocchiale. In Piazza si svolgeva
almeno una parte dell'antichissimo mercato del sabato, risalente al
XVI secolo. Questa tradizione è stata ripresa negli ultimi
anni.
L'altra Piazza di Porretta è quella intitolata oggi a Giuseppe
Garibaldi, che tuttavia continua ad essere comunemente definita delle
Tele, in riferimento all'importantissimo ed antico mercato di tele
di canapa che vi si svolgeva di sabato fin dal XVI secolo. Nel 1600
veniva definita indifferentemente anche Piazza del Pozzo.
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